Un matrimonio easy e globetrotter con una pedana al centro dove, imbracciata la chitarra gli ospiti potevano esibirsi, una seconda fila di quattro diverse cucine, (egiziana, giapponese, italiana e messicana, oltre ai beverages) e per ciascuna di queste un’ambientazione ad hoc rispettivamente con; pouff in pelle e tappeti mediorientali; lampade di carta, tatami e tavolini bassi dove inginocchiarsi; una vera osteria delle nostre con tavolacci in legno ed infine l’angolo Mexico con catenarie fra gli alberi, sombreri, chili, guacamole e birra Corona!
Poi, sorpresa, strombazzante arriva inaspettato il camioncino dei gelati. Una delle feste più carine e riuscite degli ultimi tempi dove l’informalità sposa la creatività.
Una chicca? Non c’era il fotografo sostituito da un’illustratrice che in pochissimi minuti regalava dei meravigliosi ritratti ad acquerello dei presenti.
Nice, isn’it?





























































